Resi noti i risultati intermedi dello studio PIVOT-HD con votoplam per Huntington
PTC Therapeutics ha riportato in un comunicato ufficiale i risultati di un’analisi intermedia (quindi, non sono ancora i risultati conclusivi) a 24 mesi dello studio di estensione PIVOT-HD che mostra come Votoplam abbia dimostrato effetti dose-dipendente sulla progressione della malattia in pazienti con malattia di Huntington in fase iniziale (Stadio 2 secondo Scala ISS dove #2 significa che le autonomie sono del tutto conservate, anche se sono presenti manifestazioni cliniche sufficienti per diagnosi clinica).
Ricordiamo che questo farmaco si assume per via orale sotto forma di compressa e aiuta l'organismo a produrre una minore quantità sia della proteina huntingtina normale (quella ereditata dal genitore 'sano') che di quella tossica, che causa la malattia (ereditata dal genitore che ha trasmesso la mutazione). Ridurre la proteina tossica senza eccessivamente ridurre quella sana potrebbe contribuire a rallentare il decorso della malattia di Huntington.
L’analisi ha mostrato un rallentamento del 52% della progressione della malattia sulla composite Unified Huntington’s Disease Rating Scale (cUHDRS) per i pazienti che hanno ricevuto la dose maggiore di 10 mg di Votoplam rispetto a una coorte esterna di storia naturale (pazienti inseriti nel programma Enroll-HD), mentre la dose da 5 mg ha mostrato un rallentamento del 28%.
L'azienda ha dunque riportato effetti molto incoraggianti soprattutto per la dose maggiore di 10 mg.
L'analisi ha anche confermato l'effetto del tempo con la capacità di ridurre in modo dose-dipendente i livelli di proteina tossica (mHTT), con una maggiore efficacia rispetto ai dati a 12 mesi.
Sulla base di questi risultati, Novartis, che ha rilevato Votoplam da PTC Therapeutics per lo studio di estensione, sta avviando uno studio di Fase 3 denominato INVEST-HD, che ha già iniziato a reclutare i primi partecipanti in alcuni Centri in Nord America e che si sta preparando ad iniziare nel corso di quest'anno anche in Italia.
Gli studi di Fase 3 coinvolgono un numero maggiore di partecipanti rispetto alle fasi 2 e sono progettati per confermare l'efficacia, la sicurezza e la buona tollerabilità di un trattamento, rappresentando spesso la fase finale prima di una potenziale approvazione regolatoria.
"Seguiamo da tempo gli sviluppi di questo farmaco modulatore di splicing dell'RNA che sembra molto ben tollerato e che potrebbe aprire concrete speranze in una fase molto iniziale di malattia", afferma Ferdinando Squitieri, Direttore del Centro Clinico Qrare della Fondazione LIRH e Resp. UOSI Huntington e Malattie Rare dell'IRCCS CSS.
"Che cosa significa per le famiglie che ci seguono?" prosegue Squitieri, "significa che il farmaco potrebbe rivelarsi efficace in fase molto precoce nel ridurre la gravità del decorso (che non significa bloccare del tutto il decorso di malattia). Il fatto che il confronto sia stato eseguito con una coorte esterna (e non ancora con quella che ha assunto placebo) rappresenta tuttavia un limite che avrà necessità di un ulteriore approfondimento grazie alla Fase 3 che Novartis si accinge ad eseguire".
